Per gli appassionati:
qualche informazione sulla viticoltura in
Valle d'Aosta
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Il
territorio valdostano coltivato a vite giace quasi interamente nella vallata
centrale, percorsa dalla Dora Baltea, e si estende sulle pendici pedemontane
che corrono da Pont-Saint-Martin a Morgex, interessando maggiormente le
coste soleggiate della sinistra orografica. Nel XX secolo la superficie
viticola della Valle d'Aosta, come quella di altre regioni, ha subito un
forte regresso e attualmente raggiunge a stento i 500 ettari; alcune testimonianze
scritte documentano che sul finire dell'800 la superficie era almeno sei
volte superiore (tra 3000 e 4000 ettari), altre riferiscono che fino a
tutta la prima metà dello stesso secolo, su 73 comuni costituenti
la provincia di Aosta, la vite si coltivava in 41 comuni e in una ventina
di questi il vino costituiva la principale rendita per le famiglie contadine.
In verità le tradizioni viticole della Valle d'Aosta affondano radici
ben più profonde nella storia e datano con certezza di almeno duemila
anni: alcuni scrittori latini (tra i quali Giulio Cesare nel De Bello
Gallico) testimoniano l'esistenza di una florida attività viticola
durante il dominio dei Romani nella Vallis Augustana.
Purtroppo
non disponiamo di informazioni sicure o attendibili risalenti all'epoca
preromana: forse i Salassi, antico popolo di abitanti della Valle, conoscevano
la pianta della vite, ma non è certo che essi conoscessero anche
l'ars agraria della viticoltura e della fabbricazione del vino, prima dell'avvento
dei Romani (metà II secolo a.C.) |