PROBABILI ORIGINI DEI VITIGNI VALDOSTANI
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Per i vitienofili
Tutto il materiale presentato è tratto dal libro
"Vini e vitigni autoctoni della Valle d'Aosta"
di Giulio Moriondo, edizione IAR, Tipografia Duc, Aosta, e dall'opuscolo "Ricerca a memoria d'uomo, della tecnica e del linguaggio viticolo-enologico in centri rappresentativi del Piemonte e della Valle d'Aosta: Nus", Associazione Museo dell'Agricoltura del Piemonte, Tipografia Duc, Aosta.
Vitigni tradizionali e vitigni autoctoni coltivati in Valle d'Aosta
In base a quanto affermato più sopra, è necessario operare una distinzione tra le varietà tradizionali e quelle autoctone: le prime sono state introdotte probabilmente intorno all'inizio del primo millennio, da paesi viticoli limitrofi alla Valle d'Aosta, e in questi stessi paesi sono tuttora conosciute e coltivate con il loro nome; le seconde hanno avuto origine in terra valdostana, o sono qui giunte da così lungo tempo, che si è persa memoria della loro provenienza.
Nella tabella sotto riportata, sono indicate le stime dell'attuale diffusione e le zone di coltivazione delle varietà tradizionali e autoctone, presenti sul territorio regionale.
Si precisa che le stime concernenti la diffusione delle viti provengono da osservazioni personali, svolte su una parte rappresentativa di vigneti valdostani; la terminologia riportata è  ripresa da quella di Lorenzo Gatta.

VARIETÀ TRADIZIONALI

 
Vitigno-nome locale
diffusione sul territorio
stima del n° di viti
zona di coltivazione
Nebbiolo-Picoutendro
biotipo temella
poco comune
poche migliaia
bassa Valle fino a Montjovet
Nebbiolo-Picoutendro
biotipo masciou
molto comune
decine di migliaia
bassa Valle fino a Montjovet
Neretto-Neyret
biotipo serré picciout
poco comune
poche migliaia
bassa Valle fino a Montjovet
Neretto-Neyret 
biotipo serré gros
comune
alcune migliaia
bassa Valle fino a Montjovet
Freisa-Fresia
biotipo masciou
comune
alcune migliaia
bassa e centro Valle
Freisa-Fresia
biotipo monferrina 
poco comune
poche migliaia
bassa e centro Valle
Pinot gris
comune
diverse migliaia
centro Valle
Pinot gris
biotipo Malvoisie
rarissimo
poche unità
centro Valle
Moscato bianco
molto comune
decine di migliaia
centro Valle, Chambave
Moscato bianco
biotipo Chambave
raro
poche decine
Chambave


VARIETÀ AUTOCTONE

 
Vitigno-nome locale
diffusione sul territorio
stima del n° di viti
zona di coltivazione
Persagn
scomparso?
Pertenzi
scomparso?
Cugnet
scomparso?
Blanc comun
biotipoPicciou blanc
scomparso?
Blanc comun
biotipo gros blanc
scomparso?
Eperon *
scomparso?
Vuillermin *
rarissimo
poche unità
Chatillon, Pontey, Chambave
Ner d'Ala
abbastanza raro
alcune centinaia
bassa e centro Valle
Crovassa
rarissimo
poche unità
bassa Valle, Donnas, Issogne
Roussin de Morgex
raro
alcune decine
Morgex
Roussin
abbastanza raro
poche centinaia
bassa Valle, Arnad
Bonda
abbastanza raro
poche centinaia
tutto il centro Valle
Cornalin
biotipo Corniola
raro
poche decine
bassa Valle, Issogne, Arnad
Cornalin
biotipo Broblanc
abbastanza raro
poche centinaia
centro Valle, Aymavilles
Cornalin
botipo Cornalin
abbastanza raro
poche centinaia
tutto il centro Valle
Cornalin 
biotipo Humagne rouge
molto comune
centinaia di migliaia
solo nel Vallese in Svizzera
Mayolet
abbastanza raro
alcune centinaia
centro e alta Valle
Premetta
poco comune
poche migliaia
centro e alta Valle 
Fumin
biotipo maclo
comune
alcune migliaia
tutto il centro Valle
Fumin
biotipo femella
rarissimo
poche unità
centro Valle
Petit rouge
biotipo Oriou picciou
abbastanza raro
alcune centinaia
tutto il centro Valle
Petit rouge
biotipo Oriou Iombard
molto comune
centinaia di migliaia
tutto il centro Valle
Petit rouge
biotipo Oriou voirard
molto comune
molte migliaia
tutto il centro Valle
Petit rouge
biotipo Oriou gris
abbastanza raro
alcune centinaia
tutto il centro Valle
Vien de Nus
biotipo Gros Vien
molto comune
centinaia di migliaia
tutto il centro Valle
Vien de Nus
biotipo Oriou gros
abbastanza raro
alcune centinaia
tutto il centro Valle
 Prié
biotipo Blanc de Morgex
abbastanza raro
poche centinaia
alta Valle, La Salle, Morgex
Prié 
biotipo Prié blanc
molto comune
decine di migliaia
La Salle, Morgex e tutta la Valle
* Sono forse lo stesso vitigno?

Lo schema presentato denuncia le perdite subite dal patrimonio ampelografico valdostano ed evidenzia il grave rischio di erosione che sta correndo.
Attualmente, solo la bassa e l'alta Valle (da Pont-Saint-Martin a Bard, da La Salle a Morgex) hanno rispettato quasi integralmente la fisionomia viticolo ampelografica tipica del passato, mantenendo in coltivazione gli stessi vitigni e adottando ancora le stesse forme di allevamento: pergole alte, con vitigni rossi di origine piemontese in bassa Valle (Nebbiolo, Neyret, Freisa); pergole basse, con un solo, unico vitigno autoctono a bacca bianca, in alta Valle (Prié).
Tutta la restante vallata centrale, da Arnad fino ad Avise, sta incrementando la coltivazione di varietà alloctone, soprattutto estere (Pinot noir, Gamay, Chardonnay, Syrah, Merlot, Petite arvine, Muller-Thurgau).
Queste cultivars, di indiscutibile interesse enologico anche nelle nostre zone, sono diffuse in tutto il mondo, quelle francesi in particolare, e stanno soppiantando in modo preoccupante le varietà nostrane, quelle stesse che in passato hanno dato origine ai rinomati e pregiati Donnas, Muscat de Chambave, Clairet de Chambave, Enfer d'Arvier, Malvoisie de Nus, Malvoisie d'Aoste, Torrette de Saint-Pierre ...  vini conosciuti ed apprezzati da secoli in Europa e citati su tutte le pagine che trattano di storia della vite e del vino in Valle d'Aosta.
Se è quindi giustificabile l'introduzione di cultivars a bacca bianca, di cui certo la Valle non è ricca, poco accettabile appare il diffuso utilizzo di vitigni alloctoni a uva rossa che, inevitabilmente, in un'impari lotta, tolgono sempre più terreno ai rari e poco conosciuti vitigni autoctoni.
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